A Ercole Lelli (1702-1766), "direttore di figura" dell’Accademia Clementina di Belle Arti, con sede a Palazzo Poggi, si deve la prima impresa di una ceroplastica anatomica sistematica. Nell’ottobre del 1742, su richiesta del papa Benedetto XIV, aveva presentato il suo programma per la camera anatomica dell’Istituto delle Scienze, nel quale illustrava dettagliatamente le tavole che avrebbe eseguito in cera: quelle in cui si sarebbero mostrate serie di "ossa disgiunte", nonché le otto statue di grandezza naturale, fra cui due nudi, uno di sesso maschile e uno femminile, e sei uomini scorticati che mostrano i diversi strati muscolari fino allo scheletro. La “Camera della Notomia” dell’Istituto delle Scienze venne infine istituita a Palazzo Poggi nel 1747. La realizzazione dei preparati in cera richiedeva un lavoro che contemplava diverse fasi. Anzitutto occorreva procurare le parti da riprodurre; si procedeva quindi a eseguire per ogni preparato un disegno su cui poi venivano applicati strati di cera colorata a imitazione del vero. La cera - solitamente quella "di Levante" - diluita con trementina e acqua ragia veniva impastata con mastice e sego. Anche per i preparati la base era generalmente costituita da ossa tolte da scheletri umani, le quali, nel caso delle figure intere, venivano sostenute da un’armatura di ferro che consentiva di presentarle nelle pose desiderate. |












