A partire dalla fine del XVII secolo, anche in conseguenza della scarsa disponibilità di cadaveri per le dissezioni e degli scadenti risultati ottenuti nella conservazione dei pezzi anatomici, incominciò a diffondersi in tutta Europa l'anatomia plastica, cioè l'arte di riprodurre a scopo didattico figure umane intere o preparati anatomici in materiali diversi (avorio, bronzo, gesso, legno, cera).
Più in particolare la ceroplastica vide Bologna ai primi posti nella riproduzione, a fini didattici, di figure o di singole parti del corpo umano.


Fu l'artista bolognese Ercole Lelli che, nel Settecento, diede inizio alla prima impresa di una ceroplastica anatomica sistematica.
Perfezionatosi nello studio della miologia e dell'osteologia frequentando le sale settorie dei diversi ospedali della città, e divenuto nel 1742 "direttore di figura" presso
L'Accademia Clementina, il Lelli venne incaricato da papa Benedetto XIV della realizzazioni dei preparati in cera per l'Istituto delle Scienze. Già nel 1734 era stato autore di due sculture in legno di tiglio raffiguranti i due "scorticati" di sesso maschile che sostengono la cattedra del Teatro Anatomico del Palazzo dell'Archiginnasio . Nel novembre 1747 ricevette dal pontefice l'incarico di custode e ostensore della "Stanza della Notomia" di Palazzo Poggi, con l'impegno di mostrare "distintamente" la miologia e la osteologia "le quali nella solita Notomia nel pubblico Studio si trattano piuttosto in genere".


Nell'ottobre del 1742 Lelli aveva presentato il suo programma per la camera anatomica, nel quale illustrava dettagliatamente le tavole che avrebbe eseguito in cera, quelle in cui si sarebbero mostrate serie di "ossa disgiunte", nonché le "otto statue di grandezza naturale, fra cui due nudi, uno di sesso maschile e uno femminile, e sei scorticati che mettono in evidenza i diversi strati muscolari fino allo scheletro".
Nell'esecuzione delle figure e dei preparati per la camera anatomica Ercole Lelli era stato coadiuvato da
Giovanni Manzolini, e dopo dissidi insorti tra i due, da Luigi Cardini.


La realizzazione dei preparati in cera richiedeva un lavoro che contemplava diverse fasi. Anzitutto occorreva procurare le parti da riprodurre; si procedeva quindi a eseguire per ogni preparato un disegno o una prima figura "d'una materia ordinaria", su cui poi venivano applicati strati di cera colorata a imitazione del vero. La cera, diluita con trementina e acqua ragia, veniva impastata con mastice e sego. Anche per i preparati la base era generalmente costituita da ossa tolte da scheletri umani, le quali, nel caso delle figure intere, venivano sostenute da un'armatura di ferro che consentiva di presentarle nelle pose desiderate.


Ercole Lelli fu inoltre autore di un importante Compendio Anatomico per uso de' Pittori e Scultori; il testo destinato a rimanere manoscritto, era corredato da cinque tavole che illustrano la anatomia esterna del corpo umano.

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